3.Tutto cambia ma qualcosa resta

Nuove forme di organizzazione e business virtuale

Sicuramente la rete ha contribuito a mutare i processi di partecipazione e azione politica. Ma in che modo e in quali termini?

Mercati, aziende, tecnologie, aspettative ed abitudini delle persone stanno cambiando. Lo constatiamo nel nostro vivere quotidiano, come persone e come professionisti, e ce lo ricordano i mass media ed i social network. Sentiamo parlare di “Era digitale”, “società liquida”, “web 2.0”, “enterprise 2.0”, etc. Oggi le organizzazioni operano in un contesto globale molto competitivo e mutevole e sono impegnate a trovare nuove soluzioni per raggiungere i risultati di business. I modelli di business, i modi di vivere le relazioni, organizzare i processi di lavoro e di comunicazione, gli strumenti si innovano e cambiano. Per questo le aziende si sono dotate di strumenti e tecnologie d’avanguardia spinte da necessità e curiosità, professionisti e aziende ricercano, innovano e sperimentano in un continuo divenire. Tutto ciò può avere i suoi “pro” e i suoi “contro”. Occorre dunque sviluppare nuove modalità di lavoro e apprendimento, creative, innovative, stimolanti e idonee a valorizzare le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie. Occorre rompere gli schemi del sapere consolidato. Tutto ciò comporta, per le persone, il necessario sviluppo di nuove competenze. Innanzitutto è indispensabile imparare a vivere in modo collaborativo e partecipativo il mondo aziendale, ragionare in termini di network e condividere contenuti in un sistema di peer production.

In altri termini:

-saper utilizzare strumenti e tecnologie sempre nuovi, gestendo al tempo stesso le difficoltà insite nel fatto di non muoversi all’interno della propria “zona di comfort” (White, 2009);

-essere “digital oriented”, ovvero curiosi delle novità e disponibili a sperimentare metodi e strumenti di lavoro e di comunicazione nuovi;

-essere resilienti, ovvero avere la capacità di affrontare le avversità personali e professionali, di superarle e di uscirne rinforzati.

Il mondo del lavoro è cambiato.

 

Questo è tuttavia solo uno degli aspetti di questa nuova “Era del digitale”, in cui il cambiamento, le persone e gli strumenti sono in stretta relazione, legati tra loro da dinamiche di innovazione, resilienza e competenza.

Le imprese virtuali

L’organizzazione virtuale si avvale di tecnologie dell’informazione e della comunicazione, che le permettono di operare senza confini fisici chiaramente definiti fra le diverse funzioni; fornisce servizi personalizzati ricorrendo a imprese esterne per la produzione e per altre funzioni. La virtualizzazione è il processo grazie al quale un’impresa sviluppa le caratteristiche dell’organizzazione virtuale.

L’infrastruttura deve garantire:

- replicazione delle risorse; - reperibilità delle risorse;

- sicurezza. Invece, deve evitare: - contese;

- inutilizzo di alcune risorse, ed eccessivo utilizzo di altre.

L’avvento di nuovi collegamenti elettronici ha cambiato anche i rapporti fra clienti e fornitori. Negli anni Cinquanta e Sessanta il mercato consmer, così come quello dei beni industriali, era caratterizzato dalla crescita della domanda, che spesso l’offerta di beni e servizi non riusciva a soddisfare. In un tale ambiente economico, i bisogni del cliente erano ritenuti secondari rispetto a quelli del produttore. Le limitazioni di questo approccio sono diventate evidenti negli anni Ottanta e Novanta, quando una combinazione di fattori espose molte imprese a una crescente competizione globale. Fra questi fattori ricordiamo l’effetto globale del cambiamento economico, clienti più esigenti e più informati, una maggiore frammentazione dei mercati e significativi miglioramenti nelle nuove tecnologie e nella adozione di questi ultimi. Tali cambiamenti hanno portato all’evoluzione e alla diffusione di un nuovo tipo di rapporto cliente-fornitore, che ha condotto a considerare il cliente come opportunità per realizzare transazioni continuative, sulla base di una migliore comprensione delle sue necessità, una maggiore enfasi sul servizio, e la costruzione di un rapporto di fiducia e dedizione che apporta positivi risultati sia per il fornitore, sia per il cliente. In principio il marketing di relazione era focalizzato soprattutto sullo sviluppo e la coltivazione di relazioni durature, redditizie e che apportassero benefici reciproci fra un’organizzazione e un definito gruppo di clienti.

 

 

Modelli di mercato

Vi sono 4 grandi tipologie di mercato: la libera concorrenza perfetta, il monopolio, l’oligopolio e la concorrenza monopolistica. Nella concorrenza monopolistica il singolo offerente può praticare dei prezzi maggiori rispetto al regime di concorrenza perfetta, in quanto può contare su una clientela affezionata che è disposta ad accordargli la fiducia acquistando i suoi prodotti. Si realizza perciò un prezzo leggermente superiore rispetto a quello di equilibrio che riguarda un teorico regime di libera concorrenza. Infatti, se un’impresa decidesse da sola di aumentare il prezzo di un determinato bene, nessun compratore sarebbe disposto ad acquistarlo; dunque il prezzo del bene è frutto dell’ incontro tra domanda e offerta; I prodotti sono omogenei fra loro e quindi sostituibili l’uno con l’altro;i consumatori e i produttori sono in grado di conoscere, in qualunque momento, ogni genere di informazione relativa al mercato; i produttori e consumatori sono liberi di entrare e uscire dal mercato. Mentre fino ad oggi la parola “mercato” aveva un significato fisico, il mercato basato su internet non ha dimensione fisica, è un mercato virtuale. Le imprese potranno realizzare le loro vendite con più facilità servendosi di centri commerciali elettronici o di mercati neutri(non indicati), nei quali è presente un certo numero di imprese. Nel mercato degli acquirenti, l’e-procurement e gli agenti d’acquisto saranno più appropriati, nel caso l’acquirente sia una grande azienda, che effettuerà pertanto ordini molto grandi.

 

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