5.Intervista con Piercarlo Maggiolini

 

Anna Crocco: Che rapporto c’è tra sistema informativo aziendale e sistema organizzativo?

Piercarlo Maggiolini: il sistema informativo è un aspetto, un sottoinsieme del sistema organizzativo che per essere realizzato oggi utilizza in misura crescente la tecnologia dell’informazione o se vogliamo l’informatica o se vogliamo i sistemi informatici, solo che spesso si confondo i sistemi informativi con i sistemi informatici e invece bisognerebbe dire sistemi informativi basati sull’informatica o computer based. Quando si parla di Sistemi Informativi Aziendali si pensa subito ai sistemi informativi che utilizzano l’informatica per funzionare, mentre da che mondo è mondo i sistemi informativi ci sono sempre stati, naturalmente più o meno sviluppati perché riguardano l’uso, la creazione, la memorizzazione delle informazioni nelle organizzazioni e le organizzazioni senza informazione non funzionano, anzi ciò che permettono alle organizzazioni di essere tali è l’informazione, quindi il sistema organizzativo ha bisogno di informazione.

Anna Crocco: che cos’è per lei l’informazione?

Piercarlo Maggiolini: L’informazione è la trasformazione, è il senso di un dato che ci permette in qualche modo di conoscere i fatti e le situazioni e prendere una decisione. Di solito confondiamo dati e informazione. I dati sono dati (risultati dello sport ecc.) sono dei numeri che possono essere rumore nel senso che prima non ci importa niente e quindi neanche li guardiamo, secondo, anche se li guardiamo non capiamo nulla come un testo scritto in cinese, è certamente un dato, ma lei non capisce niente, allora nel momento in cui lei dà un senso ai dati diventano informazione, ma l’informazione è tale se a lei serve per cambiare in qualche modo un suo stato di conoscenza, se quello non cambia niente non è neanche informazione. L’informazione è quindi un qualcosa che produce un cambiamento cognitivo o attivo sul percettore dell’informazione, quindi quando lei deve fare un Sistema Informativo dovrebbe chiedersi: ma quello che lei usa a che cosa serve?

 

 

Anna Crocco: Qual è il rapporto tra Sistemi Informativi e coordinamento?

Piercarlo Maggiolini: i Sistemi informativi servono per il coordinamento in un’organizzazione. I sistemi informativi in un’organizzazione servono essenzialmente a due cose, uno appunto a coordinare i diversi processi o le diverse attività che si svolgono all’interno di un’organizzazione. Coordinare vuol dire controllare e decidere, ma noi spesso dimentichiamo che c’è anche un coordinamento non solo all’interno di ogni organizzazione ma anche tra organizzazioni, il coordinamento col fornitore, col cliente, con la mia banca. In realtà si parla di un coordinamento delle transazioni che avvengono tra le varie organizzazioni con i vari componenti del sistema esterno dell’azienda. Tutte le imprese anche le piccole medie aziende hanno un sistema informativo che serve per coordinare o se vogliamo per gestire i rapporti con le altre organizzazioni, quindi tutte le organizzazioni anche le più piccole hanno un bisogno di coordinamento non tanto interno ma verso l’esterno.

Anna Crocco: Qual è il rapporto tra Sistema informativo e gestione del business esterno e interno?

Piercarlo Maggiolini: ciò che in passato le imprese facevano fare dentro ora lo fanno avvalendosi di soggetti esterni. Il business esterno e interno quindi è molto variato, in passato era molto interno ed era molto grande, adesso le multinazionali il 70% delle cose che fanno li commissionano all’esterno. È importante il sistema informativo che supporta il business esterno. Se non c’è un sistema che rende efficiente il rapporto con gli altri è meglio fare da sé, però è altrettanto vero che non tutti sanno fare lo stesso mestiere, quindi se ti avvali di fornitori specializzati normalmente hai prodotti di migliore qualità.

Anna Crocco: Che cosa mi dice invece della privacy e sicurezza dello Stato?

Piercarlo Maggiolini: questo è un problema generale, la privacy non riguarda solo le persone fisiche ma anche le persone giuridiche, noi chissà perché, io per primo, pensavo che la privacy riguardasse solo le persone fisiche invece riguarda anche le persone giuridiche quindi le imprese e l’amministrazione pubblica. Ci sono degli aspetti diciamo tecnico-giuridici importanti perché non ti possono chiedere dei dati che non servono rispetto allo scopo e non possono essere conservati. Questo vale per i social network ma anche per le imprese. Dovremmo chiederci, tutti questi dati che ci chiedono perché ce li chiedono e per quanto tempo li tengono e come li conservano in modo tale che si possa verificare la correttezza. Tutto ciò è una violazione della libertà che è un diritto inviolabile del uomo, perché se mi controlli ci deve essere un motivo, perfino nell’ambiente del lavoro c’è un articolo infatti, nello statuto dei lavoratori che impedisce il controllo delle attività del singolo lavoratore, neanche il padrone ha il diritto di sapere come concretamente la persona spende il suo tempo e lavora.

 

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